Bandiera della Colombia

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Dov'è la Colombia

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La Colombia, patria di Gabriel Garcia Marquez, ha una superficie  che corrisponde grosso modo alla superficie di Spagna, Portogallo e Francia messi insieme.

È per dimensioni il quarto paese del Sud America, dopo Brasile, Argentina e Perù.

Dal punto di vista morfologico la Colombia è un paese dai forti contrasti: comprende il deserto de La Guajira, la giungla della costa del Pacifico e formazioni montuose che arrivano fino a circa 5000 metri di altezza.

La Colombia si divide 32 regioni chiamate Dipartimenti.

La moneta è il peso colombiano.

La Colombia è situata vicino all’equatore, quindi la temperatura media non subisce notevoli variazioni nell’arco dell’anno.

Le temperature variano, però, a seconda dell’altitudine, creando diverse zone climatiche che vanno dal molto caldo delle pianure al molto freddo delle cime innevate.

Il clima colombiano cambia a seconda dell’altitudine, per cui occorre essere attrezzati sia per il caldo sia per il freddo.

A Bogotà, però, è sempre primavera.

Clima freddo della Región Andina.

Clima freddo della Región Andina.

Clima caldo superumido nella Región del Pacífico.

Clima caldo superumido nella Región del Pacífico.

NOTIZIE STORICHE
La Colombia non ha sicuramente una buona reputazione in campo internazionale. Le notizie che ci giungono periodicamente attraverso i media fanno pensare a una terra senza legge, dominata dai signori della droga e della guerriglia, sempre sull’orlo della guerra civile. Ma a uno sguardo più approfondito il quadro appare molto diverso. Il paese gode di stabilità economica e la gente vi conduce una vita normale, sorprendentemente rilassata e tranquilla, anche se forse più emotivamente intensa di quella dei popoli vicini.

A causa della sua cattiva reputazione, le sue località turistiche sono pochissime e non esistono molti alberghi o percorsi di collegamento viario fra una località e l’altra.

Nel corso della sua storia travagliata, la Colombia è stata bagnata dal sangue di innumerevoli guerre civili, ha dovuto affrontare il più vasto e durevole movimento di guerriglia del continente ed è diventata la maggiore produttrice di cocaina.

La guerriglia gioca una parte molto importante nella vita politica della Colombia. Le sue origini risalgono al periodo fra il 1940 e il 1950, quando scoppiò una violenta guerra civile fra Conservatori e Liberali.

Negli anni ‘60 i movimenti di guerriglia proliferarono, ciascuno con un proprio programma di rivoluzione, la propria ideologia e le proprie strategie politiche e militari

La particolare conformazione territoriale della Colombia ha favorito l’endemica violenza politica del paese. Più del 50% del territorio è costituito da un’immensa pianura, assai scarsamente abitata e quasi inaccessibile. In queste zone i gruppi guerriglieri hanno un evidente controllo del territorio e spesso, in passato, hanno fornito “servizi pubblici” che lo stato non era riuscito ad assicurare.

Attualmente la guerriglia ha perso gran parte del sostegno popolare e i mezzi per finanziare la lotta sono soprattutto l’estorsione, la rapina e i rapimenti, oltre ad un sempre maggiore coinvolgimento nel commercio della droga.

Bogotá.
Porta Cartagena.
Cali è il principale centro economico, industriale e finanziario dello sud-ovest della Colombia
Medellín è la seconda città più popolata in Colombia.

SICUREZZA

Viste le premesse, non può sorprendere che qui gli episodi di violenza possano verificarsi più frequentemente che altrove e che, quindi, la Colombia sia meno sicura di altri paesi dell’America latina.

È importante osservare che la guerriglia colombiana non ha mai effettuato azioni terroristiche del tipo conosciuto in Europa: non mette bombe nei teatri e nei supermercati e la lotta è confinata in zone isolate e fuori mano.

Le coppie adottive sono, inoltre, protette dalla nostra ambasciata e finora non hanno mai corso pericoli: basta attenersi alle indicazioni che vengono date sul luogo.

 Massiccio Colombiano.

Massiccio Colombiano.

SALUTE

Solitamente non sono necessarie vaccinazioni particolari, eccetto per chi si reca nelle zone amazzoniche, in cui è consigliato vaccinarsi contro la febbre gialla.

Il rischio di malaria esiste tutto l’anno nelle aree rurali al di sotto degli 800 metri.

C’è un alto rischio nelle seguenti regioni: Urabà, Chocò, Bajo Cauca-Nechi, media valle del Rio Magdalena, Catatumbo, intera area della costa pacifica, pianure orientali (Orinoquia) e Amazzonia.

Esiste una rete abbastanza capillare di farmacie (droguerias), che di solito, specie nelle grandi città, sono ben fornite.

POPOLAZIONE

Geograficamente la Colombia è uno dei paesi più vari del Sud America, così come lo sono i suoi abitanti, che formano una variegata tavolozza di tipi etnici che comprende alcune decine di gruppi di indios.

Per popolazione, clima, topografia e cultura, la Colombia racchiude in sé molti dei caratteri degli altri stati dell’America latina, tanto da dare l’impressione di essere molti paesi in uno.

In Colombia vi è una notevole integrazione razziale: circa il 75% della popolazione è di sangue misto, composto dal 50-55% di meticci e dal 15-20% di mulatti. Il resto della popolazione è composto da bianchi, neri o indios.

I neri rappresentano circa il 5% della popolazione e sono particolarmente numerosi lungo la costa caraibica, lungo quella del Pacifico e nella regione di Cali. Il dipartimento che ha la maggiore concentrazione di neri è quello del Chocò.

In Colombia vi sono dai 300 000 ai 400 000 indios, che rappresentano circa l’1% della popolazione totale.

ISTRUZIONE

La scuola è obbligatoria per tutti i bambini fra 5 e 15 anni: l’istruzione di base è pubblica e gratuita, ma le strutture sono scarse, specie nelle periferie delle grandi città e nelle aree rurali.

L’alfabetizzazione ha raggiunto l’88% della popolazione, anche se tra i neri e gli indios la percentuale è molto bassa (in media circa il 60%).
LINGUA

Lo spagnolo è la lingua ufficiale della Colombia e, ad eccezione di alcune remote tribù, tutti i colombiani lo parlano.

 I Llanos Orientales.

I Llanos Orientales.

L’ADOZIONE IN COLOMBIA

L’Istituto Colombiano del Bienestar Familiar (ICBF), che è diffuso in ogni regione del paese, si incarica della preparazione dei minori e l’ufficio centrale presiede con rigore e competenza alle adozioni, centralizzate, per quanto riguarda l’assegnazione, a Bogotà.

Nonostante l’insicurezza del paese i percorsi delle famiglie adottive sono sicuri grazie all’apporto dell’ICBF, della nostra ottima Referente e dell’ambasciata d’Italia a Bogotà.

I BAMBINI IN STATO DI ABBANDONO

La Colombia è un paese dell’America Latina in questi ultimi anni funestato dalla guerriglia e dal narcotraffico.

I bambini in stato di abbandono spesso provengono da famiglie distrutte o inesistenti e sono  in apposite case “preparanti all’adozione”, intesa come “una seconda famiglia”. Se già grandicelli portano spesso i segni del maltrattamento subito, non solo della deprivazione affettiva. I bambini seguiti dall’ICBF godono solitamente di un buono stato di salute.

In genere possono soffrire di conseguenze legate alla denutrizione, di parassiti intestinali (che sono molto comuni nelle umide zone tropicali e sono presenti nella verdura non lavata o in superfici infette in cui i bambini camminano a piedi nudi) e pidocchi.

In genere i bambini in stato di abbandono presentano stati di denutrizione cronica e scompensi dal punto di vista nutrizionale (basso peso rispetto all’altezza o all’età).

Una dieta adeguata, unita ad affetto, può far recuperare questi bambini soddisfacentemente.

Lo sviluppo motorio è in genere colpito lievemente nei bambini adottati nei primi mesi/anni di vita, ma la risposta ad un’adeguata stimolazione è buona.

Lo sviluppo del linguaggio è inadeguato nel 50% dei bambini adottati dopo l’anno di età, a volte in modo lieve, con una soddisfacente risposta alla stimolazione e alla socializzazione.

Le situazioni di deprivazione affettiva e sociale dei bambini abbandonati sono, in genere,  recuperabili nella maggior parte dei casi.

DOVE ADOTTARE

E’ possibile adottare sia tramite l’ICBF, l’organo statale di protezione del minore, sia tramite le case di adozione private, legalmente riconosciute dallo stato.

COME ADOTTARE

L’ICBF pone delle regole per quanto riguarda l’età del bambino, che dipende da quella dei genitori.

Dopo aver mandato la solicitud (la richiesta) e i documenti passano circa 3 mesi necessari per il controllo di tali documenti. L’attesa è breve per l’adozione di bambini in età scolare e molto lunga fino a 4 anni, per quelli più piccoli.